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Berlusconi Ter

 

 

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di Nicola Carrara


Insisto nel sostenere che la realtà italiana non è rappresentabile da un sistema politico bipartitico.
Nonostante il clima di sfiducia verso i politici ed il malessere sociale ed economico gli italiani non hanno scelto il bipartitismo.

In Parlamento ci saranno almeno 5 gruppi parlamentari.
I due partiti, PDL e PD, che aspiravano ad egemonizzare lo spazio politico, sono usciti un po’ ridimensionati  nelle loro abizioni dalla prova elettorale.
La formazione del nuovo governo sarà il risultato di un accordo tra una coalizione di partiti e non espressione di un solo soggetto.
 Il quadro politico è cambiato, semplificandosi certo,  conservando però ancora anomalie che lo rendono instabile, cioè suscettibile di nuove radicali trasformazioni.
Elenco le anomalie più vistose: due partiti sono legati inestricabilmente alla figura del leader.
E’ molto probabile che l’Italia dei Valori e il PDL non sopravviveranno a Di Pietro ed a Berlusconi.
Un’altra anomalia è la mancata rappresentanza parlamentare della sinistra alternativa, una cultura politica storica in Italia che interessa un’area ancora vasta della nostra società.

Durante la campagna elettorale i temi di polica internazionale, in particolare quello fondamentale dell’Europa, sono stati sottratti al dibattito.
Ancora una volta abbiamo concentrato l’attenzione sulla realtà italiana trascurando la riflessione sul ruolo dell’Italia in Europa, nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente.
Ritengo che soprattutto il tema dell’Unione Europea vada riproposto all’attenzione dei cittadini valutandone lo stato e le prospettive in un mondo ormai globalizzato.
Noi continueremo a sviluppare questi argomenti.

Pubblicato il 23/4/2008 alle 14.57 nella rubrica Diario.

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