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VOTO UTILE? A CHI?

 



L'aula di Palzzo Montecitorio



di Nicola Carrara

Voto utile e bipartitismo. Fini, Veltroni, Cofferati, Berlusconi, Fassino, Gasparri ed altri colleghi di partito hanno finalmente individuato i nuovi dogmi del loro agire politico.

Il vuoto ideologico ed ideale fa emergere di volta in volta, a seconda delle opportunità del momento, nuove parole d’ordine: è la volta del voto utile e del bipartitismo.

E’ l’affermarsi del pensiero debole che interpreta l’azione politica sganciata da una riflessione culturale sulla persona e sulla società ed orientata unicamente al conseguimento del potere fine a se stesso. Potremmo definirlo nichilismo politico.

L’azione politica è fondata sulle suggestioni e sul consumo di novità, slogan e sondaggi.

La stampa nazionale asseconda questi aspetti evidenziandone gli elementi utili alla spettacolarizzazione.

Noi, che siamo cresciuti ispirandoci ad una tradizione politica e culturale che favorisce la partecipazione alle scelte, che rifiuta la verticalizzazione del potere e vede i rischi di un’eccessiva personalizzazione, dobbiamo, con sobrietà e tenacia opporci a questa impostazione in cui due leader monopolizzano il confronto elettorale: se ben notate anche gli altri leader di partito del PD e del PDL sono quasi spariti.

Questa campagna elettorale propone finalmente un nuovo soggetto di Centro nato dall’incontro tra l’UDC e la Rosa Bianca: noi crediamo che questo nuovo soggetto possa interpretare al meglio l’agire politico che ha come scopo ultimo: la risposta ai bisogni della persona nella sua relazione con la società.

Pubblicato il 14/3/2008 alle 18.11 nella rubrica Diario.

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