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Fine del bipolarismo

 

 Clemente Mastella



di  Nicola Carrara

Il quadro politico nazionale ha subito in queste ultime settimane rapidissimi cambiamenti.

L’epilogo anticipato dell’esperienza del governo dell’Ulivo ha evidenziato definitivamente le contraddizioni del sistema bipolare italiano: coalizioni che si aggregavano per vincere le elezioni ma incapaci di un’azione di governo efficace a causa dell’eterogeneità delle culture politiche che le componevano.

Sosteniamo da anni la necessità del superamento del bipolarismo e finalmente prendiamo atto che oramai quasi tutti i leader politici e molti cittadini hanno maturato questa convinzione.

I partiti di lunga tradizione culturale sono stati cancellati da un’azione giudiziaria-mediatica avvenuta agli inizi degli anni ’90 (la cosidetta Mani Pulite). Da allora hanno preso corpo soggetti politici ad immagine del leader di turno dove la partecipazione democratica alle scelte veniva mortificata e la selezione della classe dirigente ispirata al criterio della fedeltà al capo.

Inoltre, abbiamo evidenziato come il sistema bipolare, come configuratosi in Italia, penalizzasse la cultura e la tradizione del movimento dei cattolici in politica e rendesse marginale il loro ruolo nelle due aggregazioni.

Le ragioni alla base di queste analisi sono state sostenute anche nel dibattito politico locale: sebbene la nostra iniziativa non abbia goduto di spazi di visibilità pubblica a causa della difformità dagli orientamenti prevalenti (conformismo?), non abbiamo rinunciato a far sentire la nostra voce partecipando anche alle elezioni provinciali e comunali.

Lo abbiamo fatto con la passione di chi ritiene l’agire politico un servizio al bene comune e con la coerenza ai nostri valori anche se il percorso seguito appariva il più faticoso.

In questi anni, inoltre, abbiamo promosso molti convegni, ispirandoci al metodo del confronto tra le diverse posizioni in un clima di rispetto e di tolleranza verso le opinioni altrui riuscendo ad avvicinare all’impegno politico giovani e meno giovani ed ex amministratori comunali.

L’iniziativa di dar vita ad un partito di Centro, autonomo dal Partito Democratico e dal Partito della Libertà riconosce indirettamente la credibilità e la lungimiranza della nostra azione.

La Democrazia Cristiana di Bergamo, pertanto, auspica che si realizzi la convergenza tra Rosa Bianca ed UDC in un unico soggetto che sappia proporsi come una forza di governo per i prossimi anni.

Pubblicato il 11/3/2008 alle 18.19 nella rubrica Diario.

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