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PRIMARIE U.S.A.


 
Barack Obama (Lapresse)












di Nicola Carrara 


Le elezioni presidenziali americane rappresentano un evento politico e mediatico unico al mondo.

Questo si verifica perché gli Stati Uniti, nonostante il procedere impetuoso della Cina e dell’India, rimangono la più importante potenza economica.

Le primarie sono un rito che consente la partecipazione dei cittadini (gli attivisti di partito ed indipendenti) alla scelta del candidato di partito alla corsa verso la Casa Bianca.

Rappresentano pertanto una formula molto semplice con aspetti quasi “primordiali” di espressione di voto: ad esempio nei caucus del New Hampshire le persone manifestavano la preferenza al candidato posizionandosi agli angoli della sala in cui avvenivano le operazioni di voto.

L’effetto mediatico trasforma le primarie in un evento di massa sebbene le stesse coinvolgano una minoranza della popolazione.

Il confronto tra i candidati alle primarie avviene senza esclusione di colpi, ma la crudezza dello scontro non pregiudica l’unitarietà del partito. Infatti, gli “sconfitti” manifestano il loro appoggio ad uno dei candidati rimasti in corsa.

Le primarie negli USA, prevedendo la partecipazione al voto anche degli indipendenti, almeno nella prima fase, ridimensionano il ruolo degli apparati di partito favorendo l’emergere di outsider e quindi valorizzando la democrazia partecipativa.

Non intendo fare l’apologia del sistema di voto americano, che poggia su una tradizione culturale e valori morali diversi dai nostri. Vero è, infatti, che nemmeno questi meccanismi trasparenti e semplici hanno scongiurato un fenomeno tipico di trasmissione del potere sul modello monarchico tra componenti della medesima famiglia: da Bush padre a figlio e (il rischio!) da Bill Clinton alla moglie Hillary.

L’emergere di due figure considerate outsider come Barak Obama (democratici) e John McCain (repubblicani) si può spiegare anche con il desiderio di molti americani di puntare su candidati più indipendenti dai partiti.



Pubblicato il 31/1/2008 alle 18.4 nella rubrica Diario.

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