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Tarcisio Merati, Senza titolo


A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnino nella loro intierezza gli ideali di giustizia e libertà.
 

Luigi Sturzo, Appello ai liberi e forti



Circolo Culturale

Andreino Carrara

Bergamo

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POLITICA
7 luglio 2007
Riparte la DC di Bergamo

    Il nome Democrazia Cristiana rappresenta un movimento ancora vivo ed attivo nello scenario politico italiano.
    Alle elezioni amministrative del maggio scorso la D.C. si è presentata con il suo simbolo storico in molte città e province ottenendo un buon risultato in termini di consenso.
    Anche a Bergamo ci sono amici che intendono continuare a portare avanti, come hanno sempre fatto in questi anni piuttosto confusi per la politica italiana, i valori e gli ideali di un movimento politico di ispirazione cristiana.
    Oggi finalmente possono anche legittimarsi sotto il simbolo storico della Democrazia Cristiana anche in forza di una recente sentenza che ne riconosce la titolarità alla Democrazia Cristiana guidata dal Segretario Nazionale di Giuseppe Pizza.
    Molte sono le sfide che deve affrontare la nostra società: gli effetti della globalizzazione sulla vita di ogni cittadino, gli squilibri economici ed ecologici del pianeta, lo stallo in cui versa il processo di Unità Europea e la carenza di legalità sono solo alcuni esempi.
    La personalizzazione della politica appare ormai inevitabile nella società della comunicazione.
    Occorre evitare che questo fenomeno comporti la banalizzazione del confronto politico: ecco perchè è necessario un lavoro di elaborazione di idee e di progetti che deve passare attraverso un rinnovato impegno culturale.
    Le elezioni amministrative del 2009 possono essere, per la nostra provincia, un banco di prova importante per misurare la capacità di risposta di un movimento politico alle attese della nostra gente.
    Una nuova sensibilità pubblica è nata dalle trasformazioni sociali e tecnologiche che hanno interessato la società moderna. Al centro del dibattito politico locale ci sono temi che riguardano la qualità dello sviluppo e della vita, la corretta gestione delle risorse, la mobilità, l’integrazione dello straniero e la sicurezza.
    Il nostro obiettivo è quello di promuovere un costante confronto con associazioni e movimenti per favorire una partecipazione democratica alla formazione dei programmi e delle proposte per dare risposte serie e concrete alle aspettative dei cittadini.

Il Coordinatore Provinciale
Nicola Carrara




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SCIENZA
26 marzo 2007
Kyoto sì, Kyoto no - Convegno 30 marzo


Circolo Culturale
“Andreino Carrara”

Kyoto sì, Kyoto no
Ipotesi a confronto sul surriscaldamento del pianeta

Venerdì 30 marzo 2007
ore 18.00

Sala ex-Scuderie
Via Borgo Palazzo, 16 - Bergamo
Convegno

Con il patrocinio del Comune di Bergamo

Introduce:
Gianluca Iodice
Circolo Culturale Andreino Carrara

Interviene:
Fausto Amorino
Assessore all’Ecologia ed Ambiente del Comune di Bergamo

Relatori:

Carlo Stagnaro
Direttore del Dipartimento Ecologia di mercato dell’Istituto Bruno Leoni

Stefano Caserini
Professore di Fenomeni di Inquinamento Reti di Monitoraggio Ambientale presso il Politecnico di Milano

Marzio Galeotti
Professore ordinario di Economia Politica presso l’Università degli Studi di Milano e presso l’Università degli Studi di Bergamo

Riccardo Cascioli
Giornalista e scrittore, Presidente del CESPAS

Modera:
Nicola Carrara
Presidente del Circolo Culturale “Andreino Carrara”





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politica interna
30 aprile 2006
Gandolfi: «Nessun inciucio, i valori non si discutono»

di Gianluca Iodice



da: Il Bergamo, 24 aprile 2006
 
   «A Bergamo abbiamo preso più voti dei Ds», sottolinea durante il dibattito organizzato dal Circolo Culturale “Andreino Carrara” Mario Gandolfi, presidente provinciale di Alleanza Nazionale: «É una conferma della fedeltà dei bergamaschi all’area moderata. Credo si possa attribuire la crescita di An alla presenza nelle liste di candidati vicini al territorio e di donne, che mai come ora cercano la militanza politica».
    Certi temi – la difesa dell’identità, della vita e della famiglia, l’immigrazione – sono al centro delle differenze fra Unione e CdL. E’ ipotizzabile un’intesa su di essi?
    La difesa ad oltranza di taluni principi è uno dei tratti più caratterizzanti di An e del Centrodestra. L’Unione farà fatica a governare, ma noi rifiutiamo inciuci o ‘larghe intese’. Tuttavia, se su questi temi c’è condivisione, non vedo perché non si possa trovare un accordo.
    Si farà il partito unico dei moderati? Berlusconi vi ha fatto cenno alla riunione del PPE...
    E’ un’ipotesi che può presentarsi, An su questo argomento non ha alcuna reticenza: esigiamo soltanto che vengano salvaguardate le identità.
    Quale sarà il modello? Qualcuno vorrebbe rifare la Dc, altri si rifanno al GOP statiunitense o al PPE stesso, Pera preme per il partito conservatore.
    La storia batte il tempo anche in politica, la Dc appartiene a un’altra epoca: ora le esigenze sono diverse. E il termine ‘moderato’ è ormai abusato: noi siamo moderati nel modo di fare politica, ma siamo intransigenti, direi estremisti sui valori. Si dovrà in ogni caso operare passaggi graduali, costituendo gruppi parlamentari e coordinamenti territoriali.
    E i rapporti con la Lega? Maroni ha insinuato l’ipotesi di un ‘terzo polo’ autonomista con l’Mpa e Psd’Az. Le elezioni non sembrano aver premiato questa prospettiva, a Bergamo il calo è stato più che sensibile.
    Credo che non ci sia spazio per terzi o quarti poli. L’idea del bipolarismo (nonostante la nuova legge elettorale) è entrata nella testa della gente. Quanto alla Lega, il risultato dovrebbe costituire un motivo in più per rinsaldare l’alleanza.





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politica interna
30 aprile 2006
Sironi (Prc): «É meglio che la CdL faccia l’opposizione»

di Gianluca Iodice



d
a: Il Bergamo, 24 aprile 2006

   
Come ha evidenziato il moderatore Nicola Carrara, è stata «una conversazione fra persone che si rispettano» il dibattito promosso venerdì al Conventino dal Circolo Culturale ‘Andreino Carrara’. Ma non sono mancate punte polemiche, anzitutto quando Antonio Misiani, neodeputato Ds, ha notato come la bellicosità della CdL non sia «all’altezza dei problemi da risolvere», confermando poi il rifiuto di un governo di ‘larghe intese’: «Sarebbe un tradimento della scelta fatta dagli elettori». Cristiano Forte (Lega) ha rimarcato «la fine dei due leader storici sancita dal corpo elettorale». «Formigoni? – ha detto rispondendo al pubblico – Faremo pesare la sua poca responsabilità qualora desse le dimissioni da Governatore, e la sua poca serietà se si ritirasse dal Senato». Marco Sironi (Prc) ha chiesto agli avversari «un’opposizione rigorosa, perché i due programmi sono inconciliabili». Ennio Bucci (Margherita), in ciò in accordo con Alberto Maffeis (Udc), ha riconosciuto che la presenza nell’Unione di movimenti ostili ai valori del ‘centro cattolico’ può aver nuociuto all’affermazione dei rutelliani, soprattutto in Lombardia: «Ciò è andato a beneficio dell’Udc che, poco presente sul territorio, ha potuto vivere di rendita. Abbiamo pagato il conto della presenza dei radicali, che preferirei escludere dal Partito Democratico».


Il pubblico nella Sala degli Angeli della Casa del Giovane di Bergamo


I relatori del dibattito





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politica interna
15 aprile 2006
Dopo il 10 aprile


Circolo Culturale
“Andreino Carrara”


Dibattito pubblico

DOPO IL 10 APRILE
Analisi dei risultati delle ultime elezioni e considerazioni sulle prospettive per la politica italiana


Venerdì 21 aprile 2006
ore 21.00

Sala degli Angeli
Casa del Giovane
Via M. Gavazzeni, 13 – Bergamo



Modera:
Nicola Carrara
Circolo Culturale “Andreino Carrara”

Interverranno:

On. Antonio Misiani
Deputato della Repubblica (Ds)

Marco Pagnoncelli
Assessore Regionale all’Artigianato e Servizi, Coordinatore Provinciale Fi

Adriano Baggi
Segretario Provinciale Udc

Cristiano Forte
Segretario Provinciale Lega Nord

Mario Gandolfi
Presidente Provinciale An

Marco Sironi
Segretario Provinciale Prc





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politica estera
11 febbraio 2006
Cronaca del Convegno “La forma dell'Europa"



    Lunedì 6 febbraio, presso il Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo, si è tenuto un convegno dal titolo “La forma dell'Europa: le prospettive dell’integrazione europea dopo i referendum francese ed olandese sulla Costituzione”, organizzato dal Circolo Culturale “Andreino Carrara” e dall’Associazione Focopi. Dopo l’introduzione di Nicola Carrara e Franco Colacello e una breve presentazione di Gianluca Iodice, volta a delineare il quadro della situazione, il moderatore Rosella Del Castello (de L’Eco di Bergamo) ha dato la parola al Prof. Silvio Troilo dell’Università di Bergamo, che ha incentrato il proprio intervento sul ‘senso’ della Costituzione Europea, e all’Onorevole Pia Locatelli (eurodeputata PSE), che si è soffermata sulle modalità di lavoro nelle aule parlamentari di Bruxelles e Strasburgo. Entrambi i relatori hanno intrattenuto un vivace dibattito col numeroso pubblico. A seguito, un cocktail a chiusura dell’incontro.





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POLITICA
30 gennaio 2006
Piattaforma per Dalmine

Manifesto di DalmineCittàAperta

   
DalmineCittàAperta
nasce come associazione di cittadini intenzionati a partecipare attivamente alla vita politica della loro Città, nel tentativo di contribuire a rafforzare la classe dirigente nel momento in cui essa appare più confusa e assente, vivendo localmente i disagi di una situazione nazionale caratterizzata da un immobilismo incapace di far fronte al declino del Paese. [continua]

 





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politica estera
26 gennaio 2006
La forma dell’Europa - Presentazione

Le prospettive dell’integrazione europea dopo i referendum francese ed olandese sulla Costituzione
(Documento di presentazione del 
convegno)

   
Eventi: una duplice crisi

   
Il 29 maggio in Francia e il 1 giugno in Olanda hanno sancito una situazione di notevole stallo nel processo d’integrazione europea. I referendum indetti in questi due Paesi sulla ‘Costituzione europea’ (che hanno visto prevalere il ‘no’) hanno dato l’avvio a una reazione a catena, che ha condotto altri Paesi (Danimarca, Repubblica Ceca, Irlanda, Polonia, Portogallo, Finlandia, Svezia, Gran Bretagna) al congelamento dell’approvazione sia tramite consultazione popolare che attraverso voto parlamentare; altre Nazioni – Belgio, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Austria, Slovenia, Slovacchia – hanno già ratificato il Trattato Costituzionale.
    Un’ulteriore battuta d’arresto è giunta con il Consiglio europeo del 16 e 17 giugno a causa del mancato raggiungimento d’un accordo per il bilancio settennale dell’Unione. L’analisi della maggior parte dei commentatori individua nello scontro fra Francia e Regno Unito, portatori di differenti interessi e in generale di opposte visioni dell’Unione (in particolare sulla Politica Agricola Comune), le ragioni dell’impasse. Jean Claude Juncker (Premier lussemburghese e Presidente di turno dell’Ue), sdegnato per l’incapacità (e soprattutto per il rifiuto) di giungere a un accordo, ha ammonito: «L’Unione europea non è in crisi, è in una crisi profonda».
    Le prospettive costituzionali non sono rassicuranti: nonostante il percorso costituzionale non sia del tutto pregiudicato (in virtù dei percorsi ‘salvagente’ previsti dalla dichiarazione n. 30 allegata al Trattato), José Manuel Barroso, Presidente della Commissione, ha dichiarato che sarà difficile avere una Costituzione nei prossimi due-tre anni.
    Quanto alle questioni finanziarie, iConsiglio informale dei Capi di Stato e di Governo (tenutosi il 27 e 28 ottobre nella reggia di Hampton Court) non ha sbloccato la situazione: i temi critici sono stati appena lambiti, quasi per evitare di approfondire il solco fra le avverse posizioni. Il Consiglio Europeo del 15-16 dicembre, conclusivo della Presidenza Britannica, dopo una lunga trattativa che ha visto ancora una volta Francia e Gran Bretagna su versanti contrapposti, è riuscito a salvare le istituzioni comunitarie dall’insufficienza finanziaria e quindi dall’immobilità. La Gran Bretagna ha ceduto ulteriori quote del rebate, lo sconto ottenuto ai tempi della Lady di ferro, dimostrando il coraggio di un premier capace di prendere decisioni quasi impresentabili in Patria, ma che resterà nella memoria degli europei come esitante e poco propenso alla partecipazione agli affari europei. La Francia rimane ancorata alla difesa degli enormi vantaggi derivanti dalla mastodontica Politica Agricola Comune. Il vero vincitore ‘politico-mediatico’ appare invece Angela Merkel che, nonostante sia partita in difficoltà a causa dei compromessi della Grosse Koalition, acconsentendo a un aumento del versamento di Berlino onde sciogliere il negoziato ha ribadito la centralità d’una Germania in buona salute per garantire un futuro all’Ue.
    Ma non si pensi che il problema sia superato. Nella bozza presentata dalla presidenza Britannica si invita «la Commissione europea a realizzare un’ampia revisione di tutti gli aspetti della spesa dell’Ue, inclusa la Pac ma anche il rimborso britannico», da presentare nel 2008-09. Le questioni da discutere – i contributi di ciascun Paese membro e la loro redistribuzione interna – paiono di rilevanza non momentanea, e tali per cui la loro risoluzione debba richiedere una ridefinizione delle funzioni dell’Ue, e quindi della natura stessa dell’integrazione del Vecchio Continente. Si dovrà infatti cominciare a mettere in chiaro a cosa serva davvero l’Europa, con l’alternativa (presentata dallo sfidante britannico in questo semestre tutto sommato mediocre) fra tecnocrazia dirigista assorbita in buona parte dalla Politica Agricola (PAC) e motore dell’innovazione secondo le prospettive dell’Agenda di Lisbona (finora ampiamente disattese). Alternativa sulla quale si gioca l’allocazione dei fondi dell’Unione.


   
Motivi: costruire un’infrastruttura democratica

   
Questa situazione di stallo ci ha indotti a riflettere sui processi d’integrazione europea, nella speranza che la loro comprensione possa consentire a noi – come a tutti i cittadini – di influire su di essi. E questo perché riteniamo inderogabile il proseguimento della costruzione europea, opponendoci tanto a derive euroscettiche quanto ad atteggiamenti fatalistici. Il che significa rifiutarsi sia di conformarci a quella specie di visione da ‘fine della storia’ (lo storicismo determinista proposto e poi abiurato da Francis Fukuyama) limitata al contesto regionale del Vecchio Continente – secondo la quale il processo d’integrazione sarebbe inarrestabile perché inscritto nell’ordine delle cose, e il compito delle politiche dovrebbe ridursi alla sua esecuzione secondo un percorso predefinito –, sia di rassegnarci alla rinuncia al progetto degli Stati Uniti d’Europa (che richiede coraggio e adesione attiva), nella consapevolezza che la politica è fatta di tanti percorsi, fra cui scegliere e lungo i quali incamminarsi.
    Coscienti dei nostri limiti e più in generale di un’assenza di concreta ‘cultura politica europea’ presso la cittadinanza, ci disponiamo all’ascolto, chiedendo a chi (per professione, studio o incarico politico) l’Europa la conosce in prossimità gli strumenti elementari per comprendere le politiche comunitarie e per ridefinire quali debbano essere i fini – le funzioni – e i confini dell’Europa, individuando poi le strategie migliori per raggiungere questi obiettivi.
    Recentemente il Commissario europeo Margot Wallström (responsabile per le relazioni istituzionali e la strategia della comunicazione) ha scritto: «Dobbiamo costruire un’infrastruttura democratica che consenta ai cittadini di partecipare al dibattito sull’Unione europea [...]. Desidero anche che vi siano maggiori opportunità di creazione di gruppi di studio e di seminari sulle proposte e politiche dell’Ue a livello locale [...]. La mia ambizione è che i miei concittadini europei comprendano in che maniera le politiche dell’Ue influenzano le loro vite quotidiane, si rendano conto che tali politiche sono importanti e cerchino così di contribuire al loro sviluppo futuro» (‘Proviamo a comunicare l’Europa’, Il Riformista, 27 settembre 2005).
    Con la nostra iniziativa speriamo di dare attuazione ‘civicamente’ a tale auspicio. Tuttavia riteniamo che non basti migliorare la comunicazione reciproca fra europei e Unione Europea. E’ necessario fare un passo in più in direzione opposta a quella che spinge a lasciare che gli ‘affari comunitari’ restino prerogativa delle elites eurocratiche, riconsegnando al contrario il potere decisionale ai cittadini e ai loro rappresentanti, concludendo l’esperienza farsesca della ‘finzione democratica’ costituita dal Parlamento Europeo. Siamo convinti che proseguire sulla strada dell’integrazione senza cercare il consenso dei popoli non faccia che raffreddare il già scarso entusiasmo nei confronti di istituzioni che sembrano rifiutare il confronto, il controllo della cittadinanza, ritenuta incapace di decidere per se stessa, soprattutto nei momenti cruciali, costituzionali e identitari.
    L’Ue, scegliendo consapevolemente di percorrere questo sentiero, rischia di venir percepita come entità astratta, da chiamare in causa più o meno opportunamente a seconda dell’occasione, prestando così il fianco ad abusi retorici oppure ad attacchi strumentali. Ma la sua difesa non va attuata ribadendo l’intangibilità della tecnocrazia comunitaria, bensì riformandone alla base le strutture, rifiutando il ‘benigno’ governo dei filosofi, e chiedendosi, per l’ennesima volta: «Chi custodirà i custodi?».
    Perchè, a ben guardare, i custodi dell’Europa siamo noi.


   
Spunti: conoscere per deliberare

    In preparazione all’incontro, ci permettiamo di proporre qualche suggerimento di approfondimento e d’analisi.

– Scenari dopo il fallimento della proposta costituzionale (referendum francese e olandese e conseguenze negli altri paesi).

Bibliografia:
Sintesi della Costituzione adottata dal Consiglio europeo di Bruxelles del 17-18 giugno 2004
Stefano Micossi, Quanto cambia l’Unione, LaVoce.info
Antonio Villafranca, Il futuro dell’Unione europea: dalla retorica alla concretezza, ISPI – Relazioni Internazionali n. 20, Giugno 2005
Franco PassarelliAntonio Villafranca, Il semestre di Presidenza inglese: e se fosse una opportunità?, ISPI Policy Brief n. 20, Giugno 2005
Ilvo Diamanti – Fabio Bordignon, Gli italiani si riscoprono euroentusiasti, «Limes» 1/2002
Osare l’Europa, Editoriale «Limes» 1/2002
Francesco Passarelli, Giochi di politica nell’Unione europea, ISPI Policy Brief n. 10, Luglio 2004
Carlo Altomonte – Giancarlo Perasso – Ettore Greco – Gian Luigi TosatoLe conseguenze del “no” francese, LaVoce.info
Michele Genovese, Unione europea: al vertice di Hampton Court prosegue lo stallo, Ragion politica
David Carretta, Il declino dell’Europa, Il Foglio, 16 dicembre 2005
John Palmer, After the Dutch Referendum, EPC Commentary
Gianluca Iodice, L’Europa diluita e l’Europa mascherata, Liberal Café

– L’allargamento: i confini dell’Europa.

Bibliografia:
Fini e confini dell’Europa, conversazione con Giuliano Amato, vicepresidente della Convenzione Europea, a c. di Lucio Caracciolo, «Limes» 1/2002
Gianluca Iodice, I confini dell’Europa, Liberal Café
Gianluca Iodice, Sulla Turchia in Europa, Liberal Café
Osare l’Europa, Editoriale «Limes» 1/2002
Giuseppe Sacco, Tra Europa e mare aperto: un’agenda per il nostro governo, «Limes» 5/2002

– Prospettive di lunga durata: l’attuale situazione di stallo nel quadro della storia dell’integrazione.

Bibliografia:
Giuseppe Sacco, Tra Europa e mare aperto: un’agenda per il nostro governo, «Limes» 5/2002
David Carretta, Il declino dell'Europa, Il Foglio, 16 dicembre 2005
Gianluca Iodice, L’Europa diluita e l’Europa mascherata, Liberal Café

– La questione ‘euro’.

Bibliografia:
Federico Rampini, L’Italia salvata dal’euro, «Limes» 5/2002
Tommaso Monacelli, L’Italia senza l’euro, LaVoce.info
Francesco Lippi, L’euro non cambia il conto, LaVoce.info
Antonio Villafranca, Il futuro dell’Unione europea: dalla retorica alla concretezza, ISPI – Relazioni Internazionali n. 20, Giugno 2005

– Politica economica (il bilancio, la PAC, la Direttiva Bolkestein).

Bibliografia:
Richard Baldwin, La battaglia sul bilancio, LaVoce.info
Michele Genovese, Unione europea: al vertice di Hampton Court prosegue lo stallo, Ragion politica
Stefano Micossi, Un bilancio in rosso, LaVoce.info
Daniel Gros – Stefano Micossi, A Better Budget for the European Union, CEPS Policy Brief
Secondo Tarditi, L’insostenibile spreco di risorse della Pac, LaVoce.info
Secondo Tarditi, Tutto quello che non sappiamo della Pac, LaVoce.info
Guillaume Durand, The EU Financial Perspectives: negotiating in the dark, EPC Commentary
John Palmer, “The European Union is not in crisis – it is in deep crisis”, EPC Commentary
Paolo Bozzacchi – Antonio Picasso, Analizziamo la direttiva Bolkestein, Terza Repubblica
Giuseppe Nicoletti, Lo spettro di Bolkestein s’aggira per l’Europa, LaVoce.info

– La questione chiave: una leadership continentale.

Bibliografia:
Barbara Spinelli, Veri e falsi scettici, «La Stampa» 5 giugno 2005
Franco PassarelliAntonio Villafranca, Il semestre di Presidenza inglese: e se fosse una opportunità?, ISPI Policy Brief n. 20, Giugno 2005
Gianluca Iodice, Critica del semestre britannico, Liberi e forti

– Visioni d’Europa (e la strategia italiana): i fini dell’Europa.

Bibliografia:
Giuseppe Sacco, Tra Europa e mare aperto: un’agenda per il nostro governo, «Limes» 5/2002
A che serve l’Italia, Editoriale «Limes» 5/2002
Franco PassarelliAntonio Villafranca, Il semestre di Presidenza inglese: e se fosse una opportunità?, ISPI Policy Brief n. 20, Giugno 2005
Osare l’Europa
, Editoriale «Limes» 1/2002
Fini e confini dell’Europa, conversazione con Giuliano Amato, vicepresidente della Convenzione Europea, a c. di Lucio Caracciolo, «Limes» 1/2002
Antonio Villafranca, Il futuro dell’Unione europea: dalla retorica alla concretezza, ISPI – Relazioni Internazionali n. 20, Giugno 2005





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politica estera
25 gennaio 2006
La forma dell'Europa


Circolo Culturale
“Andreino Carrara”

Associazione
Focopi

Convegno

LA FORMA
DELL
’EUROPA
Le prospettive dell’integrazione europea dopo i referendum francese ed olandese sulla Costituzione

Lunedì 6 febbraio 2006
ore 18.00

Sala Alabastro
Centro Congressi Giovanni XXIII
Via Papa Giovanni XXIII, 106 – Bergamo

Introduzione:
Nicola Carrara
Franco Colacello

Gianluca Iodice
Presentazione del documento elaborato dal Circolo “Andreino Carrara”

Modera:
Rosella Del Castello
L’Eco di Bergamo

Interverranno:

Prof. Silvio Troilo
Docente di Diritto Costituzionale Europeo
Università di Bergamo

On. Pia Locatelli
Parlamentare Europeo – PSE





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politica interna
7 gennaio 2006
Terza Repubblica? Riflessioni sul convegno

di Nicola Carrara



   
Venerdì 4 novembre il Circolo Culturale Andreino Carrara e l’Associazione Culturale Focopi hanno promosso un incontro dal titolo: Terza Repubblica? Crisi del bipolarismo, legge elettorale proporzionale e devolution.
    Al dibattito, tenutosi presso l’ex sala consiliare di via Tasso in Bergamo, hanno preso parte Gianstefano Milani e Gaetano Morazzoni (entrambi dell’Associazione Terza Repubblica), Marcello Raimondi (Consigliere Regione Lombardia per Forza Italia), Giovanni Sanga (Coordinatore Provinciale Margherita) e Alessandro Redondi (Segretario Provinciale Sdi).
    La serata è stata introdotta da Franco Colacello, Presidente dell’Associazione Culturale Focopi.
    L’on. Milani ha svolto un’appassionata e approfondita analisi sulla politica italiana, mettendo in evidenza le debolezze strutturali del sistema e la fragilità politica e di definizione delle identità dei partiti italiani. La conclusione di Milani mette in rilievo l’inadeguatezza del meccanismo bipolare a rappresentare la società a causa di coalizioni eterogenee, incapaci di attuare un programma di politiche economiche e sociali di sviluppo.
    Marcello Raimondi ha svolto alcune riflessioni sui temi toccati dall’on. Milani contestando alcuni passaggi dello stesso Milani, soprattutto in relazione al deficit di partecipazione e di democrazia dei partiti. Ha portato l’esempio dell’ultimo Congresso di Forza Italia, che si è svolto con la più ampia partecipazione dei tesserati al voto per il rinnovo degli organismi interni senza ricorso all’istituto della delega. L’intervento di Raimondi è proseguito con accenni ai meccanismi elettorali, evidenziando in particolare i pregi della legge elettorale della regione Lombardia.
    Giovanni Sanga ha concentrato la sua relazione su un esame (anche storico) della legge elettorale per le elezioni politiche, facendo un richiamo alla cosiddetta ‘legge truffa’ di De Gasperi del 1953 e sottolineando la scarsa lungimiranza dei suoi oppositori di allora. Sanga considera inadeguati i collegi uninominali disegnati dal mattarellum a rappresentare l’omogeneità territoriale e storica della nostra provincia. In relazione al dibattito sul nascente Partito Democratico il Coordinatore de La Margherita ha dichiarato che non rappresenta una priorità bensì un obiettivo di medio periodo.
    Redondi ha invece riaffermato l’attualità dei valori ed ideali incarnati dal Socialismo europeo, rispondendo a chi nel dibattito politico, anche all’interno del centro-sinistra, prevede un superamento delle culture politiche del Novecento.
    Il dibattito è proseguito con l’intervento di Cesare Cadeo, noto personaggio televisivo, che sostiene la candidatura terzopolista di Ombretta Colli per il Comune di Milano.
    L’on. Morazzoni ha concluso l’incontro con un richiamo a un impegno sociale e politico ispirato agli ideali e valori dell’onestà, del bene comune e del servizio alla comunità. Ha ricordato momenti della sua esperienza politica sottolineando il comportamento di rispetto dell’avversario e di collaborazione esistente tra politici di diverse appartenenze partitiche e culturali.





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