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Tarcisio Merati, Senza titolo


A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnino nella loro intierezza gli ideali di giustizia e libertà.
 

Luigi Sturzo, Appello ai liberi e forti



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25 ottobre 2007
SAME

di Nicola Carrara

Avevo seguito sul quotidiano locale le cronache delle Assemblee tenute nelle fabbriche della Provincia nei giorni precedenti la consultazione dei lavorati sul Protocollo del Welfare.

Tra gli altri avevo letto anche l’articolo sull’assemblea alla Same di Treviglio, storica azienda nella bergamasca.

Le registrazioni filmate presentate ad “Anno Zero” di giovedì scorso in onda su RAI DUE hanno fotografato un triste spaccato di una realtà operaia nella nostra provincia.

Sentimenti di rabbia e di frustrazione emergevano dalle interviste degli operai e dai racconti delle vite di alcuni di loro.

Colpiva soprattutto il fatto che queste realtà di ristrettezze economiche e disagio sociale convivessero in una provincia ricca come quella di Bergamo.

La rabbia dei lavoratori era rivolta soprattutto verso il governo attuale, dal quale si sentivano traditi, e verso i sindacati che non li rappresentano adeguatamente nelle rivendicazioni dei loro diritti.

Credo che quelle testimonianze richiamino gli operatori sociali e politici ad una responsabilità scritta in una delle caratteristiche costituenti della cultura e tradizione della nostra terra bergamasca: la solidarietà.

Questa responsabilità deve tradursi ad ogni livello di governo in politiche orientate ai bisogni della persone, in particolare di chi si trova maggiormente indifeso, anche nel mondo del lavoro, di fronte alle trasformazioni sociali ed economiche globali.

Le disparità nei trattamenti economici hanno ragion d’essere se davvero ispirate ai criteri della meritocrazia e se queste non producono intollerabili differenze sociali.

Io auspico che al termine “Libertà”, divenuta bandiera politica di questi ultimi anni, venga enfatizzata di nuovo l’attenzione verso il principio della Giustizia Sociale.




permalink | inviato da liberieforti il 25/10/2007 alle 14:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
24 luglio 2007
Lo scudo crociato torna a in città: la Dc orobica cerca il suo Bayrou

Il coordinatore Carrara: «Il nostro appello va all'elettorato dei cattolici in politica»

di Gianluca Iodice



da: Il Bergamo, 9 luglio 2007
 
   La politica bergamasca parte alla ricerca del Bayrou orobico. Sulla scorta dell’avventura del candidato centrista alle presidenziali francesi riparte anche a Bergamo il movimento della Democrazia Cristiana.
    «L’area che si riconosce nella tradizione politica democratico-cristiana sta vivendo una forte crisi di rappresentanza – spiega il coordinatore provinciale Nicola Carrara, che in passato è stato assessore al decentramento nella giunta Veneziani – Il nostro appello va all’elettorato del movimento dei cattolici in politica». Ma il bacino può allargarsi a chi non si riconosce nei due schieramenti per ragioni di carattere ideale o per stanchezza nei confronti del bipolarismo. Nostalgie per il “glorioso passato” della prima Repubblica? Magari qualcuna, ma ormai si guarda avanti. E proprio la recente esperienza francese di François Bayrou solletica le ambizioni dei neocentristi bergamaschi: «Ho ammirato il coraggio di Bayrou – spiega Carrara – A parte il consenso alle presidenziali, la scelta successiva di indipendenza da destra e sinistra rappresenta una novità». Del “nuovo centro”, almeno per la nostra provincia, la Democrazia Cristiana vuole essere il primo tassello: «L’esperienza di riferimento è quella di De Gasperi, che ha governato con formazioni laiche e liberali», dichiara Carrara. Strategie per il futuro? La situazione è complessa: «Dobbiamo tener conto del quadro politico bergamasco che, come quello nazionale, è in perenne movimento», spiega il coordinatore. Il quale lancia allora un messaggio eloquente alla politica provinciale: «I possibili interlocutori sono sia a destra che a sinistra – afferma Carrara – Sono tutti coloro che si sentono a disagio nelle due coalizioni». Che si sono trasformate – secondo Carrara – in gabbie per culture politiche fra loro incompatibili: «Più che per convinzione ci si sta per costrizione». E Carrara ha ben chiare quali debbano essere le priorità politiche del momento: «Bisognerebbe condurre a termine alcune riforme istituzionali, dalla legge elettorale alla revisione del parlamentarismo, nonché del modello federalista che ha prodotto solo una moltiplicazione dei centri di spesa». Ma, nonostante la centralità di questi temi, la priorità deve essere un’altra: «É indispensabile un maggior impegno sui temi dell’integrazione europea – afferma Carrara, che l’anno scorso, da presidente del circolo culturale dedicato al padre Andreino, ha organizzato un convegno sull’argomento – Il tema viene appena sfiorato nelle campagne elettorali». Per farsi conoscere la Dc ha aperto un blog: www.liberieforti.ilcannocchiale.it.




permalink | inviato da liberieforti il 24/7/2007 alle 12:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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