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Tarcisio Merati, Senza titolo


A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnino nella loro intierezza gli ideali di giustizia e libertà.
 

Luigi Sturzo, Appello ai liberi e forti



Circolo Culturale

Andreino Carrara

Bergamo

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26 maggio 2008
STORIA DEL "CIRCOLO CARRARA"
 

Il Circolo Culturale "Andreino Carrara" è sorto nel 2002 ed è repertoriato presso il Comune di Bergamo e la Provincia di Bergamo.

Il Circolo si propone di favorire l’approfondimento di temi di attualità nel campo politico ed economico. A tal fine collabora anche con altre Associazioni locali.

L’attività del Circolo si esplica con l’organizzazione di convegni e dibattiti.

Di seguito vengono riportati i titoli dei convegni promossi dal 2002:



- Pensioni e Previdenza: quale riforma? (anno 2002)

- Sanità in Lombardia: luci ed ombre della riforma socio-sanitaria lombarda del 1998 (anno 2003)

- La Riforma del sistema elettorale: Le ragioni del proporzionale. (anno 2004)

- Crisi del bipolarismo, nuova legge elettorale e devolution. Quale futuro per la politica e le istituzioni italiane. (anno 2005)

- Referendum del 12 – 13 giugno 2005: le ragioni di una scelta (anno 2005)

- La Forma dell’Europa. Le prospettive dell’integrazione europea dopo i referendum francese ed olandese sulla Costituzione. (anno 2006)

- Dopo il 10 aprile 2006: Analisi dei risultati delle ultime elezioni e considerazioni sulle prospettive per la politica italiana. (anno 2006).

- Kyoto sì, kyoto no. Ipotesi a confronto sul surriscaldamento del pianeta. (30 marzo 2007).




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26 maggio 2008
CONVEGNO 06.06.2008
 

Circolo Culturale

“Andreino Carrara”



Auditorium Gavazzeni - Centro Sociale di Loreto
Largo Rontgen, 3 - Bergamo

Incontro pubblico


1978-2008

A trent’anni dalla loro istituzione,
quale futuro per le Circoscrizioni?


Democrazia partecipativa e decentramento amministrativo
Come valorizzare il ruolo delle Circoscrizioni
per rispondere al bisogno di partecipazione
alle scelte nel governo della Città.


Rappresentanti delle Istituzioni, esponenti politici e cittadini
a confronto sulle prospettive del Decentramento
nella Città di Bergamo.

Venerdì 6 giugno 2008
ore 20.30


 




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9 maggio 2008
9 maggio 1978
 
Aldo Moro


di Nicola Carrara




Era una calda giornata di sole e mi trovavo con alcuni compagni di scuola ad attraversare con la bicicletta le vie di un quartiere di Cologno.

Non so come venimmo a conoscenza della uccisione di Aldo Moro ma ricordo il silenzio di quei momenti rotto dalla voce di un cronista della televisione o della radio proveniente da un’ abitazione vicina.

Il dramma del rapimento di Aldo Moro durava da 55 giorni, iniziato con l’aggressione e la strage degli uomini della scorta.

I brigatisti sfidarono lo stato e colpirono uno degli uomini più rappresentativi, il politico più brillante.

L’Italia intera, con grande dignità, partecipò al dolore per l’uccisione di una persona mite e gentile riconosciuto da tutti come una grande personalità pubblica.

La radicalizzazione di un’ideologia generò dei mostri violenti.

Credo sia doveroso ricordare, a distanza di 30 anni dall’uccisione, l’azione ed il pensiero di Aldo Moro, per capire le trasformazioni e la natura profonda della società italiana.




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2 maggio 2008
OMAGGIO AL 25 APRILE
 
Immagine:Italy-Emblem.svg



di Nicola Carrara


Negli interventi di insediamento dei nuovi Presidenti delle Camere è rieccheggiato il richiamo alla difesa dei valori cristiani.

Trovo ambiguo questo concetto,in particolare quando espresso da uomini pubblici, per una ragione semplice: credo che i valori cristiani, in ogni ambito del sociale, non debbano essere difesi bensì vissuti e praticati.

Anche l’omaggio al Papa, operato da Fini, risuona come atteggiamento teso a cercare benevolenza tra le gerarchie ecclesiastiche.

L’azione politica di governo espressa dal movimento dei cattolici in politica e dai suoi uomini più rappresentativi è stata condotta nell’ambito di una cornice culturale laica che distingueva i piani di intervento dello Stato e della Religione.

In questi ultimi anni, con il venir meno di questa preziosa tradizione politica, i piani si sono un po’ confusi: le sfere ecclesiastiche hanno assunto un rilievo "politico" ed i politici hanno sacrificato l’autonomia a causa di un deficit culturale; la ragione sta in un paradosso unico al mondo che non smetterò mai di evidenziare: le culture politiche sconfitte dalla storia (comunismo e fascismo) si sono viste premiate in Italia. Il risultato è che gli uomini che rappresentano gli eredi di queste culture agiscono in base ai caratteri di fondo di quelle tradizioni: il trasformismo e l’opportunismo.

Ecco spiegata la necessità di rendere omaggio al 25 Aprile e di chiedere il superamento dell’odio.

Noi democristiani non abbiamo mai vissuto dentro la logica dell’odio: mi assale un’inquietudine al pensiero che si senta la necessità di porre fine ad un sentimento che nessuno di noi ha mai vissuto.

L’omaggio al 25 aprile invece è un’altra conferma che noi eravamo dalla parte del giusto; allora mi pongo di nuovo una domanda: perché coloro che hanno sbagliato scelte, opzioni e che devono continuamente riconoscere questi errori vengono premiati ed assurgono alle più alte cariche dello Stato?




permalink | inviato da liberieforti il 2/5/2008 alle 11:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
23 aprile 2008
Berlusconi Ter
 

 

Alitalia Airport


di Nicola Carrara


Insisto nel sostenere che la realtà italiana non è rappresentabile da un sistema politico bipartitico.
Nonostante il clima di sfiducia verso i politici ed il malessere sociale ed economico gli italiani non hanno scelto il bipartitismo.

In Parlamento ci saranno almeno 5 gruppi parlamentari.
I due partiti, PDL e PD, che aspiravano ad egemonizzare lo spazio politico, sono usciti un po’ ridimensionati  nelle loro abizioni dalla prova elettorale.
La formazione del nuovo governo sarà il risultato di un accordo tra una coalizione di partiti e non espressione di un solo soggetto.
 Il quadro politico è cambiato, semplificandosi certo,  conservando però ancora anomalie che lo rendono instabile, cioè suscettibile di nuove radicali trasformazioni.
Elenco le anomalie più vistose: due partiti sono legati inestricabilmente alla figura del leader.
E’ molto probabile che l’Italia dei Valori e il PDL non sopravviveranno a Di Pietro ed a Berlusconi.
Un’altra anomalia è la mancata rappresentanza parlamentare della sinistra alternativa, una cultura politica storica in Italia che interessa un’area ancora vasta della nostra società.

Durante la campagna elettorale i temi di polica internazionale, in particolare quello fondamentale dell’Europa, sono stati sottratti al dibattito.
Ancora una volta abbiamo concentrato l’attenzione sulla realtà italiana trascurando la riflessione sul ruolo dell’Italia in Europa, nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente.
Ritengo che soprattutto il tema dell’Unione Europea vada riproposto all’attenzione dei cittadini valutandone lo stato e le prospettive in un mondo ormai globalizzato.
Noi continueremo a sviluppare questi argomenti.




permalink | inviato da liberieforti il 23/4/2008 alle 14:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
14 marzo 2008
VOTO UTILE? A CHI?
 



L'aula di Palzzo Montecitorio



di Nicola Carrara

Voto utile e bipartitismo. Fini, Veltroni, Cofferati, Berlusconi, Fassino, Gasparri ed altri colleghi di partito hanno finalmente individuato i nuovi dogmi del loro agire politico.

Il vuoto ideologico ed ideale fa emergere di volta in volta, a seconda delle opportunità del momento, nuove parole d’ordine: è la volta del voto utile e del bipartitismo.

E’ l’affermarsi del pensiero debole che interpreta l’azione politica sganciata da una riflessione culturale sulla persona e sulla società ed orientata unicamente al conseguimento del potere fine a se stesso. Potremmo definirlo nichilismo politico.

L’azione politica è fondata sulle suggestioni e sul consumo di novità, slogan e sondaggi.

La stampa nazionale asseconda questi aspetti evidenziandone gli elementi utili alla spettacolarizzazione.

Noi, che siamo cresciuti ispirandoci ad una tradizione politica e culturale che favorisce la partecipazione alle scelte, che rifiuta la verticalizzazione del potere e vede i rischi di un’eccessiva personalizzazione, dobbiamo, con sobrietà e tenacia opporci a questa impostazione in cui due leader monopolizzano il confronto elettorale: se ben notate anche gli altri leader di partito del PD e del PDL sono quasi spariti.

Questa campagna elettorale propone finalmente un nuovo soggetto di Centro nato dall’incontro tra l’UDC e la Rosa Bianca: noi crediamo che questo nuovo soggetto possa interpretare al meglio l’agire politico che ha come scopo ultimo: la risposta ai bisogni della persona nella sua relazione con la società.




permalink | inviato da liberieforti il 14/3/2008 alle 18:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
11 marzo 2008
Fine del bipolarismo
 

 Clemente Mastella



di  Nicola Carrara

Il quadro politico nazionale ha subito in queste ultime settimane rapidissimi cambiamenti.

L’epilogo anticipato dell’esperienza del governo dell’Ulivo ha evidenziato definitivamente le contraddizioni del sistema bipolare italiano: coalizioni che si aggregavano per vincere le elezioni ma incapaci di un’azione di governo efficace a causa dell’eterogeneità delle culture politiche che le componevano.

Sosteniamo da anni la necessità del superamento del bipolarismo e finalmente prendiamo atto che oramai quasi tutti i leader politici e molti cittadini hanno maturato questa convinzione.

I partiti di lunga tradizione culturale sono stati cancellati da un’azione giudiziaria-mediatica avvenuta agli inizi degli anni ’90 (la cosidetta Mani Pulite). Da allora hanno preso corpo soggetti politici ad immagine del leader di turno dove la partecipazione democratica alle scelte veniva mortificata e la selezione della classe dirigente ispirata al criterio della fedeltà al capo.

Inoltre, abbiamo evidenziato come il sistema bipolare, come configuratosi in Italia, penalizzasse la cultura e la tradizione del movimento dei cattolici in politica e rendesse marginale il loro ruolo nelle due aggregazioni.

Le ragioni alla base di queste analisi sono state sostenute anche nel dibattito politico locale: sebbene la nostra iniziativa non abbia goduto di spazi di visibilità pubblica a causa della difformità dagli orientamenti prevalenti (conformismo?), non abbiamo rinunciato a far sentire la nostra voce partecipando anche alle elezioni provinciali e comunali.

Lo abbiamo fatto con la passione di chi ritiene l’agire politico un servizio al bene comune e con la coerenza ai nostri valori anche se il percorso seguito appariva il più faticoso.

In questi anni, inoltre, abbiamo promosso molti convegni, ispirandoci al metodo del confronto tra le diverse posizioni in un clima di rispetto e di tolleranza verso le opinioni altrui riuscendo ad avvicinare all’impegno politico giovani e meno giovani ed ex amministratori comunali.

L’iniziativa di dar vita ad un partito di Centro, autonomo dal Partito Democratico e dal Partito della Libertà riconosce indirettamente la credibilità e la lungimiranza della nostra azione.

La Democrazia Cristiana di Bergamo, pertanto, auspica che si realizzi la convergenza tra Rosa Bianca ed UDC in un unico soggetto che sappia proporsi come una forza di governo per i prossimi anni.




permalink | inviato da liberieforti il 11/3/2008 alle 18:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
31 gennaio 2008
PRIMARIE U.S.A.

 
Barack Obama (Lapresse)












di Nicola Carrara 


Le elezioni presidenziali americane rappresentano un evento politico e mediatico unico al mondo.

Questo si verifica perché gli Stati Uniti, nonostante il procedere impetuoso della Cina e dell’India, rimangono la più importante potenza economica.

Le primarie sono un rito che consente la partecipazione dei cittadini (gli attivisti di partito ed indipendenti) alla scelta del candidato di partito alla corsa verso la Casa Bianca.

Rappresentano pertanto una formula molto semplice con aspetti quasi “primordiali” di espressione di voto: ad esempio nei caucus del New Hampshire le persone manifestavano la preferenza al candidato posizionandosi agli angoli della sala in cui avvenivano le operazioni di voto.

L’effetto mediatico trasforma le primarie in un evento di massa sebbene le stesse coinvolgano una minoranza della popolazione.

Il confronto tra i candidati alle primarie avviene senza esclusione di colpi, ma la crudezza dello scontro non pregiudica l’unitarietà del partito. Infatti, gli “sconfitti” manifestano il loro appoggio ad uno dei candidati rimasti in corsa.

Le primarie negli USA, prevedendo la partecipazione al voto anche degli indipendenti, almeno nella prima fase, ridimensionano il ruolo degli apparati di partito favorendo l’emergere di outsider e quindi valorizzando la democrazia partecipativa.

Non intendo fare l’apologia del sistema di voto americano, che poggia su una tradizione culturale e valori morali diversi dai nostri. Vero è, infatti, che nemmeno questi meccanismi trasparenti e semplici hanno scongiurato un fenomeno tipico di trasmissione del potere sul modello monarchico tra componenti della medesima famiglia: da Bush padre a figlio e (il rischio!) da Bill Clinton alla moglie Hillary.

L’emergere di due figure considerate outsider come Barak Obama (democratici) e John McCain (repubblicani) si può spiegare anche con il desiderio di molti americani di puntare su candidati più indipendenti dai partiti.






permalink | inviato da liberieforti il 31/1/2008 alle 18:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
6 gennaio 2008
ANOMALIE





 di Nicola Carrara

Credo sia opportuno cercare di individuare le ragioni che hanno determinato le difficoltà e la fragilità del sistema politico italiano.

Tenterò di sviluppare una veloce analisi evidenziando alcune anomalie che, secondo me, hanno contribuito a produrre questa situazione.

La prima anomalia si è verificata nei primi anni ’90 con Tangentopoli: un “evento” giudiziario e mediatico che ha cancellato una classe dirigente politica ed alcuni partiti storici che avevano consentito la crescita del benessere e del progresso sociale ed economico di questa Nazione.
Non credo esista un altro caso nella storia politica mondiale recente di cancellazione di alcuni partiti tramite altre vie diverse dalle competizioni elettorali.

Un’altra anomalia è rappresentata dalla presenza di un leader politico che è anche l’uomo più ricco d’Italia che può condizionare la formazione della opinione pubblica grazie alla proprietà di tre reti televisive nazionali.
I governi che si sono succeduti in questi 15 anni non sono stati in grado di disciplinare una posizione quale quella di Silvio Berlusconi che configura un evidente conflitto di interessi.

Un’altra anomalia è rappresentata dalla presenza nel quadro politico, con un ruolo crescente, delle formazioni partitiche eredi delle due ideologie del ‘900 sconfitte dalla storia, ossia AN e DS.
La necessità, che accomunava il MSI ed il PCI, di ripresentarsi ai cittadini sotto nuovi simboli e bandiere, sebbene abbia rappresentato un fatto positivo perché costituiva da parte dei suddetti partiti un’adesione a pieno titolo ai valori democratici occidentali ha però prodotto confusione nell’elettorato di riferimento e favorito trasformismi ed opportunismi da parte dei loro leader.

Il Presidente del Consiglio Prodi non è leader di un partito, anzi, si è presentato alle elezioni 2006 senza un proprio movimento ma a capo di una coalizione variegata di partiti. Anche questa è un'anomalia tutta italiana.

Un’ultima anomalia è l’invasione, operata dai politici, delle trasmissioni televisive: è come se il clima di campagna elettorale continuasse ogni giorno nelle reti nazionali e locali in programmi che appaiono delle passerelle ma che risultano inutili per la soluzioni dei problemi dei cittadini.

Ritengo opportuno soffermarsi a riflettere un po’ sulle trasformazioni avvenute nel mondo politico e riportare un po’ di equilibrio e serenità.





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12 dicembre 2007
Quale futuro per le Circoscrizioni?
 Panorama di Città Alta

di   Nicola Carrara


La Commissione Statuto del Comune di Bergamo sta esaminando la proposta di riforma delle circoscrizioni.

Premetto di non aver letto per intero la proposta e di essere venuto a conoscenza delle principali modifiche dalle cronache dei quotidiani locali.

Il Governo nazionale si è interessato delle circoscrizioni municipali in un recente provvedimento prevedendone la facoltà d’istituzione nei comuni fino a 250 mila abitanti.

La precedente disciplina prevedeva invece l’obbligatorietà della istituzione delle circoscrizioni nei comuni con più di 100 mila abitanti.

L’esigenza di rispondere alla protesta dei cittadini nei confronti della cosidetta “Casta” e dei crescenti costi della nostra pubblica amministrazione ha motivato questo provvedimento.

Anche il Comune di Bergamo, anticipando le scelte del governo, si è ispirato alla necessità di ridurre la parte del bilancio destinato al funzionamento dei propri organismi proponendo una riduzione del numero delle circoscrizioni da 7 a 4.

La spesa comunale per il funzionamento delle circoscrizioni è modesta: i presidenti percepiscono un’indennità mensile legata a quella del Sindaco; i consiglieri circoscrizionali invece, godono di un gettone di presenza al consiglio circoscrizionale di poche euro.

Appare pertanto pretestuosa la motivazione della riduzione dei costi.

La riduzione del numero delle Circoscrizioni è una scelta dagli effetti contraddittori nell’equilibrio dei rapporti tra Sindaco e Presidenti di Circoscrizione: infatti l’ampliamento del territorio di competenza e l’incremento della popolazione di riferimento aumenta il peso politico dei Presidenti e quindi la possibilità di un loro crescente protagonismo nella vita amministrativa della città.

Anche la scelta della Giunta Bruni di adottare la procedura del Bilancio Partecipativo ha indebolito il ruolo delle circoscrizioni realizzando un istituto parallelo al Decentramento e moltiplicando i costi di funzionamento del Comune.

Le Circoscrizioni, così come hanno dimostrato le pubblicazioni ed i convegni promossi in città negli utlimi 20 anni, sono organismi determinanti dell’evoluzione politico-amministrativa di Bergamo.

E' necessaria pertanto da parte del Sindaco ed Assessori maggior attenzione alla storia della città ed al principio della partecipazione popolare alle decisioni dell’Amministrazione Comunale.




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